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Come evitare il doppio addebito del canone Rai

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Il “D-day” della prima rata del canone Rai in bolletta si avvicina, ma i dubbi di tantissime famiglie alle prese con un nuovo sistema di pagamento dell’utenza del servizio pubblico radiotelevisivo non facile da digerire aumentano di giorno in giorno.

Ecco chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi 2016

Tra tutti, il rebus della seconda casa con tassazione automatica in mancanza di certificazione prodotta dal contribuente interessato all’esenzione sembra destinato ad alimentare un dibattito sempre più acceso da qui alla fatidica data stabilita da governo e Agenzia delle Entrate per la riscossione del semestre iniziale dell’abbonamento tv.

In realtà, quando il canone Rai viene richiesto anche per un’abitazione diversa da quella di residenza di due coniugi o membri della stessa famiglia, l’addebito sul conto dell’energia elettrica di luglio 2016 può essere evitato previo invio entro e non oltre il 30 aprile dell’autocertificazione che attesta l’assenza di apparecchiature televisive nell’immobile in questione.

(Canone Rai in bolletta: l'opinione di un volto noto del servizio pubblico. Video)

A due distinti contratti di fornitura elettrica, secondo quanto dimostrato dai consulenti del sito web “La legge per tutti” e da altri esperti, non corrisponde pertanto un doppio obbligo di versamento dei 100 euro annui di abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo.

A complicare la vita ai consumatori, però, ci penserà il combinato disposto dei termini strettissimi previsti per la presentazione del modulo (scaricabile dal portale dell’Agenzia delle Entrate) che consente ai soggetti aventi diritto all’esenzione di prevenire l’automatismo legato alla presunzione di possesso di apparecchi tv in ogni casa e della tagliola sui ricorsi in sede legale sugli eventuali accertamenti fiscali.

Come se non bastasse, il modello di autocertificazione fino a qualche settimana fa considerato “ufficiale” e per tale motivo utilizzato da migliaia di cittadini per evitare il pagamento dell’imposta alla Rai non ha più validità essendo stato sostituito da un nuovo documento, da presentare di anno in anno pena l’addebito del canone in bolletta: persino un banale errore di compilazione, avvertono gli avvocati dell’Aduc, comprometterà l’esito della domanda.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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