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Cina, inflazione sotto controllo?

L’inflazione cinese è inferiore alle attese. Riguardo all’andamento dei prezzi si è registrato a gennaio un aumento del 4,9% meno di quanto si aspettassero gli economisti che comunque continuano a scommettere su un peggioramento della situazione per il resto dell’anno.

La corsa dei prezzi degli alimentari, però, non da segnali di cedimento. I prezzi degli alimenti, infatti, sono cresciuti del 10,3% a gennaio rispetto al gennaio 2010, dopo il +9,6% a dicembre. Peraltro gli aumenti sono molto diversificati, cosa che alimenta il sospetto che, oltre a problemi oggettivi come la grande siccità che colpisce parte della Cina, ci siano pure fenomeni speculativi: solo +2% per le verdure, ma +35% per la frutta e +15% per il grano. I generi non alimentari sono aumentati appena del 2,6% dal gennaio 2010. Impennata pure per i prezzi immobiliari residenziali, +6,8% a gennaio, record da agosto 2008.

Peraltro l’Ufficio nazionale cinese di statistiche ha rivisto il paniere di riferimento per i prezzi al consumo, con aggiunta di circa 2mila prodotti e con diminuzione del peso degli alimenti (-2,21%) come pure di abbigliamento, telecomunicazioni e spese mediche. I costi residenziali, inclusi gli affitti e i servizi, hanno ora un maggior peso del 4,22%. Questa revisione, insieme alla corsa dei prezzi dei beni di prima necessità e ai molti finanziamenti erogati, inducono a pensare che la Cina sia entrata in un periodo di inflazione strutturale, contro la quale dovrà adottare una politica monetaria maggiormente rigida, con una possibile rivalutazione dello yuan.

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