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Cina: Fitch outlook negativo sul dragone asiatico

Nel giorno in cui la Cina alza la voce contro il Giappone, esigendo informazioni più precise su quella che è la reale portata della crisi nucleare, Fitch ha confermato ad AA- il rating sul debito della Cina in valuta nazionale, cambiando però l'outlook da stabile a negativo.

Tale decisione è stata presa a seguito dell'aumento delle preoccupazioni per l'entità del debito sovrano, per il rapido incremento dei prezzi immobiliari e per la recente emersione delle pressioni inflazionistiche, che accrescono i rischi di stabilità per il Paese.

La Banca centrale cinese ha, infatti, annunciato il 5 di aprile un nuovo rialzo dei tassi di interesse, il quarto dall'ottobre scorso. Non sarà l'ultimo, ha assicurato Qing Wang di Morgan Stanley, immaginando un altro intervento entro luglio. Le autorità monetarie cinesi non hanno neanche aspettato che il Governo annunciasse il livello toccato dall'inflazione a marzo: forse addirittura superiore al +5,2% previsto, comunque un rialzo sensibile rispetto al +4,9% di gennaio e febbraio. E rispetto all'obiettivo che la Cina si è posta per quest'anno, inflazione al 4 per cento.

L'inflazione è una tigre, ha detto a metà marzo il primo ministro cinese Wen Jiabao davanti all'Assemblea nazionale del popolo, perché una volta libera, è difficile rimetterla in gabbia. Il pensiero del primo ministro è corso velocemente alle tensioni sociali che prezzi troppo alti potrebbero produrre.

Fitch ricorda però che la Cina detiene le più grandi riserve al mondo in valute estere, pari a circa 2,8 trilioni di dollari, che la rendono estremamente forte di fronte agli shock esterni.

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