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Un direttore d'azienda Cinese: realtà o futurologia?

Gli investimenti diretti della Cina verso l’estero (ODI) nel settore non finanziario hanno raggiunto i 59 miliardi di dollari (43.85 miliardi di euro) l'ultimo anno, fino a 36,3% in più rispetto al 2009. Questi i dati secondo le statistiche rilasciate dal Ministero del commercio il 18 Gennaio.

Gli investimenti in uscita verso l'Unione europea, escludendo il Lussemburgo che è un paradiso fiscale, sono saliti a 297% , a 2,13 miliardi di dollari nel 2010. Nonostante la rapida crescita, la cifra è ancora considerata piccola. La maggior parte degli investimenti è andata nel 2010 verso Hong Kong con un afflusso di capitali di 33,77 miliardi di dollari, verso l’Australia con 2,93 miliardi di dollari e verso l’Asia con 2,57 miliardi di dollari. Negli USA, invece, l’ODI è cresciuto dell’81,4%, arrivando a 1,39 miliardi di dollari l’anno scorso, mentre in Giappone gli investimenti sono saliti del 120% a 207 milioni di dollari.

"Molti fattori hanno contribuito al fenomeno," ha detto Jiian Yao, portavoce del Ministero del commercio. “Di certo – ha detto Yao- gli imprenditori cinesi erano più familiari con i mercati in Asia, America latina e Africa” ed ha esortato i paesi interessati a aprire ulteriormente i loro mercati. Per la Cina si tratta, comunque, di un segnale importante. Dopo l'aumento del 6,5% nel 2009, l’incremento è stato del 36,3% l’anno scorso, con circa il 40,3% del totale degli investimenti realizzato attraverso fusioni e acquisizioni. Gli investimenti sono andati principalmente a settori quali i servizi commerciali (47,3%), di data mining (20,2%), della produzione (10,2%) e della vendita al dettaglio e all'ingrosso (9,3%).

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