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Canone Rai: non pagare è possibile. Come fare la disdetta

Se ricorrono determinate condizioni, si può chiedere la disdetta del canone Rai, una delle imposte più odiate (ed evase) dagli italiani. La soluzione più semplice è quella di far rottamare il televisore oppure chiederne il suggellamento. Chi invece ha raggiunto i 75 anni, può fare richiesta di esenzione dal pagamento

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Canone Rai: cos'è l'imposta sulla televisione pubblica

Ogni anno il pagamento del canone Rai suscita polemiche e malumori tra chi ritiene questa tassa eccessivamente onerosa o addirittura illlegittima. In realtà il canone trova la sua qualificazione giuridica e la sua legittimità in una pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 284 del 2002), dove si precisa che il canone non è una tassa ma un'imposta collegata alla mera detenzione di apparecchi televisivi (dunque, va pagata indipendentemente dall'effettiva fruizione del servizio), specificando inoltre che il pagamento del canone è assolutamente compatibile con le ragioni dell'esistenza del servizio pubblico radiotelevisivo.

Dunque il canone Rai si paga a prescindere dall'utilizzo che ciascuno fa del proprio televisore: che si guardino i canali Rai da mattina a sera o si usi l'apparecchio come soprammobile, per l'azienda di Viale Mazzini non fa alcuna differenza. Il canone è tuttora la principale fonte di finanziamento del servizio pubblico, mentre la pubblicità, pur cresciuta negli ultimi anni, rappresenta solo una fonte accessoria.

Rispetto agli altri Paesi europei, in Italia il canone è anche piuttosto basso: il suo ammontare è stabilito ogni anno per decreto dal Ministero delle Comunicazioni, perdipiù esso non si applica ad ogni singolo televisore nè ad ogni singola unità immobiliare, ma è imposto per nucleo familiare e solo per la prima casa. Ciò nonostante in Italia si registra un'evasione altissima per questa imposta, che oscilla tra il 25 e il 30% dei contribuenti tenuti al pagamento. Sono tante le battaglie (spesso politiche) per chiedere l'abolizione del canone: da quella di Beppe Grillo, che con il suo Movimento 5 Stelle propone di vendere due canali Rai e conservarne uno solo, a quella della Lega Nord, che ha presentato diversi esposti alla Commissione europea per chiedere di cancellare l'imposta sulla tv di stato. In realtà esistono diversi modi per sottrarsi legalmente al pagamento del canone, senza incorrere nelle sanzioni previste dalla legge, purchè però si realizzino determinate condizioni.

Canone Rai: come effettuare la disdetta

Il modo più elementare di liberarsi del canone è liberarsi del televisore: nulla di più semplice che far rottamare il proprio apparecchio tv facendosi rilasciare la ricevuta di rottamazione, che servirà per effettuare la richiesta di disdetta. Altro modo possibile è quello di cedere tutti gli apparecchi in proprio possesso a terzi, comunicando alla Rai generalità e indirizzo del nuovo possessore. O ancora, è possibile comunicare di non essere più in possesso di alcun televisore in caso si verifichino furti, incendi o guasti. Dunque, per presentare una richiesta di disdetta debbono essere presenti adeguate e comprovate motivazioni. In questi casi basta compilare la cartolina "D" del libretto di abbonamento (la "B" se il libretto è recente), allegata al libretto nella parte 1, e apedirla con Raccomandata a.r all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To). Se non si possiede il libretto di abbonamento, si può scaricare un modulo di disdetta da una delle tante associazioni dei consumatori che mettono a disposizione sui propri siti ed inviarla, sempre attraverso raccomandata a.r., allo stesso indirizzo.

E' possibile disdire l'abbonamento al canone anche mantenendo il proprio televisore, ma rendendolo sostanzialmente inutilizzabile: è il caso del sugellamento dell'apparecchio, attraverso una procedura messa in atto da un dipendente dell'Agenzia delle Entrate SAT o un funzionario della Guardia di Finanza che si recherà presso l'abbonato e chiuderà in un apposito involucro tutti gli apparecchi per renderli inutilizzabili. In questo caso, gli abbonati devono versare 5,16 euro (per ogni apparecchio) con vaglia postale a favore dell’Agenzia delle Entrate - S.A.T. Sportello Abbonamenti TV - Ufficio Torino 1 - c.p. 22 – 10121 Torino Vaglia e Risparmi, indicando come causale "suggellamento del televisore" e il nummero dell'apparecchio. Dopo aver effettuato il vaglia, si potrà effettuare la disdetta nei modi già indicati.

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Canone Rai: chi può chiedere l'esenzione

Inoltre, esistono condizioni di esonero che riguardano l'età e il reddito. Sono esentati dal pagamento del canone gli abbonati che abbiano compiuto 75 anni entro il termine di pagamento del canone e che possiedano un reddito, unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non superiore a 516, 46 per tredici mensilità, ovvero 6713,98 euro annui. Anche in questo caso, la richiesta di esonero deve essere inviata all’ Agenzia delle Entrate - Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22- 10121 Torino.

Canone Rai, validità della disdetta

E' bene ricordare che la disdetta dell’abbonamento alla televisione va effettuata entro il 31 dicembre e vale per l'anno successivo: l'abbonato è dispensato dal pagamento del canone a partire dal 1 gennaio dell’anno seguente e non è possibile chiedere rimborsi per l'imposta già versata. Inoltre chi intende effettuare la disdetta, deve prima accertarsi di non avere pendenze in corso con il S.A.T. (Sportello Abbonamenti Tv) e di aver pagato per intero il canone Rai dell’anno in corso.

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