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Canone Rai 2015, pagamento in base al reddito e tariffe più basse per tutti: Renzi "ripensa" il servizio pubblico

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La versione “renziana” del canone Rai potrebbe essere flessibile e proporzionata al reddito degli abbonati, con un significativo abbassamento della tassa per milioni di famiglie, forse già a partire dal 2015.

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Della novità in cantiere per gli utenti del servizio pubblico riferisce oggi in anteprima il Fatto Quotidiano, in un articolo dell'esperto di mass media Carlo Tecce destinato a fare “rumore” dentro e fuori dalle stanze di Viale Mazzini.

Se quanto riportato dal cronista del giornale di Travaglio e Padellaro dovesse trovare autorevoli conferme da qui alle prossime settimane, per la televisione di Stato dovrebbe inaugurarsi una nuova fase all'insegna del doppio imperativo “lotta all'evasione e “pagare meno per pagare tutti.

La strada per la traduzione in concreto della norma in cantiere, in ogni caso, risulta lunga e non priva di ostacoli, essendo la materia del sistema radiotelevisivo statale e del recupero di fondi evasi dai contribuenti assai delicata in primis dal punto di vista politico.

Stando alla tesi del giornalista del Fatto, il tanto discusso canone Rai costerà di meno per una vasta platea di utenti, con particolare riguardo ai nuclei familiari a basso reddito che arriveranno a risparmiare più del 50% rispetto alle cifre finora versate.

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Se nel 2014, ad esempio, l'importo della tassa per l'abbonamento alla tv pubblica era precisamente di 113,50 euro senza distinzioni, nal 2015 o al massimo dal 2016 chi presenterà un Isee al di sotto di una soglia da stabilire potrà vedersi ridotta la tariffa fino a 30 €, a seconda degli scaglioni determinati dall'esecutivo.

Il tetto più alto per il pagamento non dovrebbe superare gli ottanta euro, mentre le somme restanti per arrivare al totale di introiti in media riscossi dall'erario col canone verrebbero ricavate attraverso il recupero dell'evasione fiscale.

Proprio sul nodo del rispetto del budget garantito al servizio pubblico dal governo, potrebbero nascere contrasti tra i responsabili della tv di Stato e la controparte politica, alla luce dei tagli preventivati a suo tempo per l'azienda di Viale Mazzini e della mai risolta questione del rientro a pieno dal disavanzo accumulato dalla Rai negli ultimi anni.

Anche l'ultima Legge di Stabilità, applicando con severità la filosofia della spending review alla radiotelevisione italiana, aveva messo a dieta la principale azienda culturale del Paese sottoponendola ad una dolorosa cura fatta di sacrifici e risparmi a 360 gradi: riusciranno Renzi e Padoan a far quadrare i conti accontentando tutti?

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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