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Il calcolo pensione integrativa: gli elementi necessari

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Il calcolo della pensione integrativa deve essere effettuato tenendo conto di alcuni elementi necessari alla determinazione della rendita desiderata.

Rendimento annuo dell’investimento

Varia a seconda della forma di  prescelta (piano di accumulo, fondo pensione ecc.) di cui, in generale, non è facile prevedere con certezza il tasso di rendimento. Viene espresso in termini reali (cioè oltre l'inflazione), è determinato in relazione al tipo di investimento (azionario/obbligazionario) ed è espresso al lordo degli oneri fiscali. Alla componente azionaria è attribuito, solitamente, un rendimento del 4 % annuo reale mentre a quella obbligazionaria è assegnato un rendimento reale del 2 % all’anno.

Anni di versamento

Esprimono il tempo durante il quale verranno accantonate le somme necessarie per la pensione integrativa e coincidono con il periodo residuo dell’attività lavorativa degli individui interessati a costruire la forma di previdenza complementare.

Anni previsti di godimento della rendita

Indicano il periodo di tempo per il quale si sceglie di usufruire della pensione integrativa.

Modalità di calcolo

Oltre che presso i soggetti abilitati a fornire i prodotti previdenziali integrativi, esistono online degli appositi programmi di calcolo utili a determinare l’accantonamento annuo, cioè la quantità di denaro da depositare annualmente per ottenere la rendita desiderata per il periodo di godimento prescelto, in relazione al tasso di rendimento previsto. Il risultato viene ottenuto combinando in maniera automatica i fattori sopra descritti. L’importo della rata di rendita è calcolato al lordo delle imposte ed è espresso in termini reali. La previdenza complementare viene calcolata, in pratica, con un sistema a capitalizzazione, in cui i contributi versati sono rivalutati nel tempo grazie ai rendimenti della gestione finanziaria. Attualmente, si stima che l’accantonamento di somme pari all’1% del reddito da lavoro per un periodo di circa trentacinque anni consente di costituire una pensione complementare di importo compreso fra il 2% ed il 2,5% della retribuzione finale. Al maturare dei requisiti previsti, i contributi versati rivalutati (montante individuale) vengono trasformati in una rendita vitalizia, solitamente reversibile in caso di morte del diretto beneficiario. In alternativa, le somme maturate possono essere riscosse, in un’unica soluzione, sino alla concorrenza del 50% dei contributi versati. Nel caso dei dipendenti privati, la previdenza integrativa può essere costruita destinando a tale scopo il TFR, ammontante al 7% circa della retribuzione lorda.

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