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Borsa Tokyo: Nikkei in rosso del 10%

Tutto ha avuto inizio venerdì (erano le 6.46 in Italia) con il terribile terremoto di 8,9 gradi che ha colpito la parte nord orientale dell'isola Honshu, la più grande del Giappone, a 380 km da Tokyo. Pochi minuti dopo uno tsunami con onde alte fino a dieci metri si è abbattuto sulle coste affacciate sul Pacifico, seminando morte e distruzione nell'area di Sendai, la più vicina all'epicentro, con dieci mila morti stimati solo a Miyagi. Il Nikkei, l'indice Giapponese, perdeva, però, solo il 2%, mentre in Europa le principali piazze tenevano, chiudendo sulla parità, e in USA gli indici chiudevano in positivo tra lo 0,75-0,95%.

Gli Europei e gli USA, tuttavia, hanno appreso stamani che il Nikkei, nella serata di stanotte (del 15 marzo), aveva perso un ulteriore 10%, chiudendo le contrattazioni a 8.605.15. A preoccupare il Giappone (e non solo il paese Asiatico) il rischio di una catastrofe nucleare, dopo che una nuova esplosione in uno dei reattori della centrale atomica di Fukushima ha provocato una fuoriuscita radioattiva, che ha portato il premier Naoto Kan a chiedere agli abitanti nel raggio di 30 km della centrale di non uscire da casa. Il rischio è che le radiazioni possano spostarsi verso Tokyo, dove già sono state stimate 10 volte più alte del normale. Il direttore generale dell'AIEA (Agenzia Internazionale dell'energia atomica), il giapponese Yukiya Amano, in una conferenza stampa a Vienna ha rassicurato i giornalisti affermando che il nocciolo 2 della centrale nucleare di Fukushima potrebbe aver subito danni limitati, nell'ordine del 5%. Intanto una forte scossa di terremoto, valutata in 6.2 gradi, ha nuovamente scosso oggi il Giappone.

Nerissima intanto la seduta per i principali listini europei e USA. Gli indici USA hanno perso tra l'1,12-1,25%. In Europa, dove il nostro FtseMib ha perso il 2,01%, il sell off più pesante si è registrato a Francoforte, con il Dax che archivia la sua sesta brutta giornata, perdendo il 3,19%. In rosso anche Oro e Petrolio: l'oro perde il 2,25%, mentre il Nymex Crude Future il 3,96%.

Intanto, almeno per il momento, sono incalcolabili i danni per le aziende operanti in Giappone: Texas Instruments ha parlato di fatturato perso per l'impianto in Giappone, Toyota Motor e Sony perdono il 4% circa. Solo il rientro delle preoccupazioni della catastrofe nucleare e un rasserenamento dei mercati azionari, a partire da quello Giapponese, possono ridare fiducia agli investitori e riportare la calma dopo questi giorni di grande volatilità.

Quel che è certo è che il terremoto e adesso il rischio di catastrofe nucleare hanno letteralmente messo in ginocchio quella che è la terza economia più grande al mondo, rendendo sempre più difficile il compito del risanamento del debito pubblico, che già qualcuno inizia a stimare al 227% l'anno prossimo.

(photo © Joi su Flickr)

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