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Borsa: Grecia e debito USA fanno paura ai mercati

Giornate contrastate sulle principali borse Mondiali. A pesare il clima di incertezza sul fronte del debito della Zona Euro a causa dei dubbi sull'efficacia di medio periodo del piano approvato la scorsa settimana e le controversie sull'innalzamento del tetto del debito negli USA.

Il FtseMib ha chiuso la seduta di ieri in calo del 2,48%. Pesante il comparto bancario, mentre tengono solo alcuni industriali come Fiat Industrial, Pirelli, Saipem e Campari. Lo Stoxx50 archivia le contrattazioni in calo di un punto percentuale. A livello settoriale in forte calo i finanziari e le telecomunicazioni, mentre danno respiro ai mercati il comparto chimico e l'automotive e tra i singoli titoli in denaro BMW, LVMH e Air Liquide, mentre in lettera (oltre i bancari) Telecom Italia, Vivendi e Nokia.

Il Dax future con scadenza a settembre conserva attualmente una maggiore forza relativa, avendo chiuso le contrattazioni con lo 0,28% in meno, mentre gli indici USA perdono tra lo 0,18% del Nasdaq 100 e lo 0,90% del Dow Jones.

Paul Krugman, Premio Nobel per l'economia nel 2008 ed economista statunitense, ha scritto sulle pagine del New York Times che le decisioni prese dalle elites politiche dalle due sponde dell'Atlantico forse non risolveranno la crisi nel breve periodo, ma di sicuro la aggraveranno nel lungo periodo, in quanto, a suo dire, i politici, per la mancanza di politiche serie, sembrano determinati a perpetuare la prolungata era di alta disoccupazione che è iniziata con la recessione del 2007-2009 e che continua fino ad oggi. Le discussioni sia a Washington che a Bruxelles sono tutte difatti incentrate sui tagli di spesa.

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