Excite

Beppe Grillo, Irap da pagare: ricorso respinto

  • Getty Images

Beppe Grillo? Deve pagare le tasse, come tutti. La sentenza della commissione tributaria della provincia di Genova infatti è chiara: il comico non ha diritto al rimborso dei 577.296 euro di Irap versati negli ultimi cinque anni perché - diversamente da quanto affermato dai suoi avvocati - ha svolto attività artistica utilizzando una struttura di dipendenti e collaboratori, che è il presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Roberto Benigni su Beppe Grillo: "Io sono Pinocchio e il Grillo non lo seguo"

Una bella (o brutta, sarebbe forse più corretto dire) batosta per il leader del M5S, che nel gennaio del 2011 ha intentato causa all'Agenzia delle Entrate per riavere l'oltre mezzo milione di euro versato dal 2006 al 2010, sostenendo di aver esercitato la "propria attività professionale di artista mediante lo svolgimento e interpretazione personale di performance teatrali originali, scritte ed elaborate dallo stesso autore in modo del tutto personale", utilizzando per l'allestimento delle stesse una società esterna - la Marangoni spettacolo srl - "in alcun modo collegata al ricorrente".

La tesi del comico e dei suoi avvocati è che non esiste alcuna Grillo srl o SpA e dunque il pagamento dell'Irap non ha ragione di essere, non essendoci nessuna impresa responsabile di attività produttive. Insomma, l'artista ligure farebbe tutto da solo, nello studio della villa di Sant'Ilario, e poi appalterebbe l'allestimento degli spettacoli a una società esterna che con lui non c'entra nulla.

Peccato che la commissione tributaria chiamata a giudicare l'esposto non sia affatto d'accordo con quanto sostenuto dai legali di Grillo. In primis, infatti, a 'stonare' sarebbero i 'beni strumentali' posseduti e utilizzati dal comico nell'esercizio della sua attività, eccedenti "il minimo indispensabile", e poi, soprattutto, le spese per i collaboratori, definite di "carattere continuativo e non occasionale, essendo riscontrabili in ogni annualità d'imposta". Contro il castello difensivo del leader del Movimento 5 Stelle, dunque, la commissione tributaria avanza fatti inoppugnabili: "La continuità di erogazioni, ancorché non omogenea sotto il profilo quantitativo in relazione ad ogni singola annualità d'imposta, costituisce tuttavia un significativo e decisivo indicatore dell'esistenza di un'autonoma organizzazione (...)".

Beppe Grillo e i 'casting' del Movimento 5 Stelle

Quindi? Beppe Grillo pagherà. Anzi, per essere precisi, avendo già versato il dovuto, non avrà il rimborso richiesto. Però il M5S ha già annunciato battaglia. Il 16 novembre, infatti, nel forum del sito è comparso un post di tal Marino Mastrangeli, candidato senatore del Movimento, che titola: "Aboliamo l'Irap, Imposta RAPina, che tasse imprese anche in perdita e penalizza chi ha più lavoratori!". L'idea è dunque quella di "presentare nella prossima legislatura, tramite i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, un progetto di legge per abrogare l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP)". Riusciranno i grillini nella loro impresa? Il dado, come si suol dire, è tratto...

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2014