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Benzina: nuovi rincari dopo il ritocco dell'Iva

Dal 17 settembre entra in vigore l'aumento dell'Iva di un punto percentuale e i distributori di benzina già hanno ritoccato il contalitri delle colonnine, aggiungendo in media 1,2-1,3 centesimi di euro in più per un litro di benzina. E' questo infatti il ritocco medio stimato dall'Unione petrolifera, l'associazione dei petrolieri italiani, che tuttavia stima che il rincaro varierà da compagnia a compagnia e sarà più attenuato per il gasolio.

Faib e Fegica sul piede di guerra

Faib Confsercenti e Fegica Cisl, due delle organizzazioni di benzinai più rappresentative d'Italia, sono sul piede di guerra. Il ministero dello Sviluppo economico, con la sua inerzia, non può continuare a consentire che i prezzi dei carburanti proseguano l'incredibile corsa al rialzo di questi giorni, lasciando che il Paese paghi questa situazione sia in termini di maggiore spesa per le famiglie, che di costi di trasporto, che infine di inflazione, affermano i due sindacati dei benzinai. Il Governo imponga ai petrolieri di assorbire l'aumento dell'Iva.

I guadagni dello Stato

Difatti l'Istat ha rilevato in agosto rispetto a un anno fa un rincaro del 16,1% per la benzina (era 13,5% in luglio) e dell'1,2% su base mensile (agosto rispetto a luglio). Il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è salito del 20,3% in termini tendenziali (dal 17,4% di luglio). Si tratta del rialzo più alto dall'agosto del 2008, ovvero da tre anni. Di questo incremento, una parte non trascurabile, cioè ben 1,2 miliardi, è andata a vantaggio del fisco che ha incamerato dalla vendita dei carburanti nel periodo gennaio-agosto 2011 ben 20,8 miliardi contro i 19,6 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso.

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