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Benzina in calo, ma al distributore variazioni minime

La giornata di ieri, già iniziata all'insegna dei ribassi, ha segnato l'ennesima performance negativa per i mercati delle materie prime. Infatti, il dato in aumento delle scorte americane di greggio e benzina, legato alla debolezza dei consumi degli automobilisti americani, ha provocato un crollo del del Wti sul Nymex e del Brent su Londra, innescando una sorta di reazione a catena, che ha visto lo scivolone dei prodotti petroliferi.

In particolare, il prezzo della benzina è calato sul mercato del Mediterraneo (-54 dollari alla tonnellata attestandosi su 1.070 dollari), tuttavia al distributore le variazioni sono state minime, il prezzo della benzina, infatti, si è assestato a quota 1,59 euro al litro. Non sempre, la picchiata in discesca dei prezzi del petrolio si traduce automaticamente in un calo dei prezzi della benzina, quando,invece il petrolio guadagna terreno, i rincari non tardano a farsi sentire. Più volte questo meccanismo, detto della 'doppia velocità', è stato denununciato senza successo dalle Associazioni dei Consumatori, che sono state smentite a loro volta, dalle Associazioni rappresentanti la filiera petrolifera.

Come ha fatto notare anche il Codacons, a guadagnarci, da questa situazione, non è solo la filiera petrolifera, ma anche lo Stato, che grazie ai continui rincari degli utlimi mesi, sta mettendo da parte un bel gruzzoletto. Sempre secondo il Codacons, la benzina dovrebbe scendere di 8 centesimi di euro a litro, ma il Governo, grazie alle accise, ma soprattutto all'Iva, il cui introito nelle casse dell'Erario va di pari passo con il prezzo di vendita alla pompa,'guadagna e non liberalizza il mercato'.

Fonte: Notizie Ultime

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