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BCE, a Lisbona per parlare del Portogallo e della Grecia

Le trattative per il piano di salvataggio finanziario del Portogallo, dal valore di 80 miliardi di euro in tre anni, entrano in una fase cruciale delle trattative.

Ieri, infatti, sono arrivati a Lisbona i delegati del Fondo monetario internazionale, della Commissione europea e della Banca centrale europea per definire meglio il piano di aiuti a favore del paese della penisola iberica. Al meeting ha preso parte anche il ministro dell'Economia portoghese, Fernando Teixeira.

Lo scopo dell'incontro è stato quello di delineare i termini dell'intervento finanziario già entro la metà del mese prossimo, per presentare il piano alla riunione dei ministri delle Finanze della Ue, fissata per il 17 maggio.

Si tratta infatti di un salvataggio urgente: dalla metà di giugno il Portogallo resterà senza quei fondi che consentirebbero al Paese un normale funzionamento. Si andrà incontro inoltre a drastici tagli della spesa, a un piano di privatizzazioni e a una serie di riforme strutturali profonde, soprattutto nel mercato del lavoro.

Il Paese si trova in difficoltà anche sotto il profilo politico, dopo le dimissioni del premier socialista José Socrates, avvenute il 23 marzo, in seguito alla bocciatura in Parlamento delle misure di riduzione del deficit pubblico proposte dal suo esecutivo.

Ma a far tremare i listini europei ieri, ci ha pensato un'altra notizia, diffusa dal quotidiano tedesco Die Welt. La Grecia non sarà in grado di evitare la ristrutturazione del proprio debito pubblico. E i tassi dei titoli di Stato greci, a due e a dieci anni, sono schizzati rispettivamente oltre il 20% e il 14,65%.

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