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Basilea 3: rumor su un suo possibile alleggerimento

Il Comitato sulla vigilanza bancaria – l’organizzazione internazionale istituita dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati alla fine del 1974 ha approvato l'anno scorso Basilea 3, una riforma pensata per rafforzare le banche ed evitare altre crisi economiche.

L'accordo mira ad aumentare il capitale che l'istituto di credito tiene in conto per sicurezza. L'indicatore principale che l'accordo vuole modificare è il rapporto tra capitale investito e rischio ponderato, che dal 2% dovrà salire al 4,5%.

Il timore delle banche è stato, sin da subito, quello di non riuscire a sostenere la ricapitolizzazione, bloccando un'enorme quantità di denaro che potrebbe limitare il credito alle imprese e famiglie, soffocando dunque la ripresa. In Italia, secondo le stime di Banca Leonardo, gli unici istituti deboli sarebbero Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Banca Carige.

Recentemente, nei giorni scorsi, il Financial Times ha diffuso il rumor che sia possibile un allentamento dei criteri di patrimonializzazione delle banche richiesti da Basilea III (si parla della possibilità di una superiore valutazione del capitale delle controllate assicurative dei gruppi bancari e di un ricorso a titoli ibridi superiore alle previsioni iniziali).

Se le voci fossero confermate, l’impatto sarebbe positivo, ma non nella stessa misura e per tutti gli istituti, così non è un caso se a Piazza Affari tra i più reattivi alla notizia sono subito apparsi UniCredit e Mediobanca (Piazzetta Cuccia in particolare potrebbe dedurre dal capitale di rischio circa 300 punti base per la propria partecipazione in Generali, mantenendo il Core Tier 1 all’11,3%), assieme ad altri gruppi come Mediolanum o Intesa Sanpaolo che pure hanno da tempo attività in ambito assicurativo e non solo bancario.

Fonte:finanzaeinvestimenti.it

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