Excite

Depositi nelle banche: interessi a confronto

Quando si deve scegliere un conto corrente bancario, tra i vari fattori determinanti per la scelta, c'è sicuramente quello degli interessi. Come orientarsi tra recenti norme della giurisprudenza e calcolo di quanto un conto ci può rendere nel concreto? Leggendo innanzitutto questi semplici ma efficaci consigli sui depositi nelle banche e sugli interessi a confronto

Gli interessi a favore dei correntisti

Negli ultimi anni sono state emesse numerose sentenze sul cosiddetto anatocismo. Al di là della conoscenza di questo termine, la parola indica sostanzialmente la capitalizzazione degli interessi su una somma depositata in banca. In pratica determina quali possano essere gli interessi sugli interessi (quelli che vengono definiti interessi composti). Il senso delle varie sentenze è che negli ultimi anni si è avuta la tendenza a favorire i correntisti piuttosto che le banche stesse. Allo stesso tempo la giurisprudenza si è orientata a favorire degli utenti per quello che riguarda il mancato pagamento di questi tassi, le eventuali commissioni di scoperto troppo elevate e via dicendo. Pertanto, essendo un buon momento per avere dei piccoli profitti in quanto a interessi, è bene paragonare e confrontare le varie banche a tale proposito. Vediamo allora come, ipotizzando di depositare la stessa cifra in diversi istituti di credito, sia possibile deteminare in maniera corretta quali potrebbero essere gli interessi corrisposti. Scegliamo di depositare in diverse banche la somma di 10.000,00€ e proviamo a calcolare quanto guadagneremmo di interesse. Questo è un calcolo molto importante per scegliere l'istituto di credito che fa al caso nostro, e poichè esistono degli strumenti che ci permettono di calcolare in anticipo questi parametri, è giusto utilizzarli per indirizzare la nostra decisione. Analizziamo i depositi nelle banche e gli interessi a confronto.

Versiamo 10.000,00€ e stiamo a vedere

Ipotizziamo di essere un probabile futuro correntista che debba decidere di depositare la somma di 10.000,00€ in una banca ma che non sappiamo quale istituto di credito scegliere. Certo, se ci rivolgiamo alla banca stessa, con tutta probabilità ci verranno esaltate le qualità del nostro futuro conto. Tuttavia i piccoli risparmiatori devono fare i conti, è proprio il caso di dirlo, con spese e interessi. Immaginiamo allora di essere un correntista che voglia sapere quanto gli renderà la cifra versata. Il vincolo del conto sarà ad esempio di 12 mesi; ciò vuol dire che per almeno un anno non potremo chiudere il conto che abbaimo sottoscritto. Desideriamo anche avere un conto che non preveda spese di gestione e di tenuta. Ebbene, con queste semplici informazioni, abbiamo la possibilità di conoscere, banca per banca, le esatte condizioni applicate alla nostra somma versata. Ecco nel dettaglio cosa ci offrono le diverse banche.

Attenzione al tasso, non sempre è ciò che si promette

La Banca IFIS, con il suo Rendimax vincolato a 12 mesi, offre, su una cifra depositata di 10.000,00€, un tasso lordo del 4,1%. Ciò significa che ogni anno guadagnerete il 3,29% netto, cioè 329,00€. IBL banca offre poco meno, perchè si attesta su interesse del 4,04% lordo, cioè il 3,23% netto e dunque 323,00€ annui. Entrambi i conti però non prevedono spese. Questo è importante da considerare, perchè ad esempio la banca successiva (IW Banca) offre un tasso lordo più alto (il 4,20%) ma prevede quasi 70,00€ di spese l'anno. Inoltre, il tasso netto è molto basso, il 2,68%, perciò il guadagno è minore degli altri (267,00€). Considerate sempre questi calcoli. Non è sufficiente che una banca vi dica di offrire il 10% di interesse! Innanzitutto si deve capire se l'interesse è lordo ed eventualmente a quanto scende il netto; poi si devono calcolare le spese. In definitiva ciò che conta è quanto resta alla fine, non da quanto si parte. Andiamo avanti e vediamo che Fineco offre un tasso lordo del 3%, un netto del 2,4% e dunque interessi per 240,00€, ma non prevede spese. Tutti i conti, lo ricordiamo, sono vincolati a 12 mesi. Il Conto Arancio di ING Direct parte da un lordo del 3,5% ma, tra spese (quasi 70,00€) e netto ( 2,12%), rimane un guadagno di 211,00€ l'anno. Che Banca offre anche meno, perchè a fronte di un interesse lordo del 3,3%, tra spese (sempre quasi 70,00€ all'anno) e netto (il più basso essendo l'1,9%), ci rende meno di 200,00€. E qui si vede bene la differenza con un'altra banca. Banca Sella offre un lordo inferiore (2,8%), ma avendo meno spese (34,00€ l'anno, cioè la metà) e un netto praticamente identico (1,89%), ci da 189,00€. Un altro esempio lampante ci viene fornito da Banca Marche. E' vero che parte da un lordo tra i più alti (3,6%), ma pur non avendo spese riduce il netto al più basso tra tutti (1,84%), così che alla fine restano solo 184,00€. Banca Mediolanum parte da un tasso lordo del 3,6% e con 34,20€ di spese, ci lascia un guadagno netto di 253,80€ (cioè un netto del 2,54%). Il Monte Paschi di Siena parte da un lordo molto basso (appena il 2,75%), prevede spese per quasi 35,00€ annui e lascia un netto di 185,00€.

In definitiva scegliete al netto

Si è visto che un tasso lordo elevato (con il quale naturalmente la banca attira possibili futuri clienti) spesso, anzi quasi sempre, non corrisponde affatto ad un reale guadagno. Innanzitutto si deve sapere quale sarà il tasso netto, cioè tolto tutto (spese soprattutto) quanto resterà effettivamente degli interessi sul nostro capitale inizialmente versato. Si vede infatti che spesso ad un tasso di richiamo molto alto, corrisponde un utile scarso. Invece vanno preferite le banche che non prevedono spese e non lasciano una grande differenza tra lordo e netto. Ecco come si analizzano i depositi nelle banche e gli interessi a confronto

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016