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Aumento dell'Iva per i distributori automatici: tutte le ultime novità

L'anno è appena iniziato ma già si ha la consapevolezza che neppure la pausa caffè sarà esente dai rincari. L'aumento dell'iva per i distributori automatici porterà i consumatori ad un esborso che varierà secondo la tipologia di alimenti o di bevande richieste. La variazione di prezzo riguarderà anche scuole, uffici ed ospedali e produrrà un costo importante a carico sia del consumatore che dell'esercente.

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La pausa caffè diventa un lusso

E' il 1° gennaio del 2014 la data in cui la pausa caffè diventerà più costosa: così è stato deciso dal decreto legge n. 63/2013 che porterà ad un aumento dell'iva per i distributori automatici dal 4% al 10%. In realtà l'iva al 4% era prerogativa dei distributori situati in determinati luoghi come gli uffici, gli ospedali e le caserme mentre i distributori dei centri commerciali e dei negozi erano già con l'Iva al 10%. Questo passaggio non sarà, comunque, indolore per le tasche degli italiani che, alle molte rinunce a cui si sono assoggettati negli ultimi anni di stretta economica, si aggiunge il costo di una abitudine che per molti non potrà più essere giornaliera.

I rincari si calcola che saranno di circa 5 centesimi per le bevande calde e il caffè e di 10 centesimi per quelle fredde e per le merendine: tali aumenti serviranno a garantire i bonus per il settore edile da parte dei consumatori di snack, caffè e bibite. Gli aumenti forse saranno poco percepiti ma arriveranno a coprire una cifra pari a 104 milioni sborsati dai consumatori che finanzieranno gli eco-bonus.

Questo aumento dell'Iva, non voluto dalla categoria di esercenti che si occupano di vending, non sarà indolore per nessuno: infatti potrebbe verificarsi un aumento della crisi nei consumi e, di conseguenza, anche dell'occupazione per molti dei 30.000 dipendenti delle aziende interessate.

Tempi di adeguamento e costi: solo alcuni dei problemi

L'aumento dell'iva dei distributori automatici crea anche un altro problema che riguarda i tempi che occorrono per adeguare i prezzi di circa un milione di macchinette self-service e i conseguenti costi dell'adeguamento. Si calcola infatti che il tempo che occorrerà per allinearsi alla norma stabilita dalla legge emanata dal governo sarà di alcuni mesi e la cifra che occorre per intervenire potrebbe superare i 30 milioni.

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