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Aumenti prezzi 2014: allarme rincari su benzina, raccomandate e caffè

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L’anno nuovo porterà con sé un’inevitabile raffica di aumenti dei prezzi, che colpiranno beni di largo consumo già a partire da gennaio. A pesare sulle tasche dei consumatori, in conseguenza dell’innalzamento dell’Iva ratificato dall’ultima manovra economica del governo Letta, saranno innanzitutto i probabili ritocchi verso l’alto del costo della benzina e del gasolio, che a dire il vero sono stati puntualmente corretti in senso peggiorativo in vista dello scorcio finale del 2013, proprio in coincidenza col periodo di vacanze per milioni di italiani.

Aumenta il prezzo della benzina, stangata sugli automobilisti italiani

Ma se viaggiare in auto è diventato ormai un lusso, come confermano i dati sul numero di vendite delle macchine in Italia e sulla percentuale di cittadini che hanno scelto di tirare la cinghia limitando l’uso del mezzo di trasporto privato più tradizionale e allo stesso tempo più costoso, su alimenti e bevande la morsa dei rincari si annuncia ancora più spietata, con una platea di destinatari ampia e “trasversale”.

In virtù di un emendamento alla legge di stabilità appena approvata, come richiesto dagli esercenti del "vending", sui prodotti commerciati tramite distributori automatici verrà applicato un aumento di circa il 6%, corrispondente alla precedente impennata dell’imposta sul valore aggiunto dal 4% al 10% relativamente ai beni in questione: dal primo del mese prossimo infatti, tutti i consumatori di caffè, snack e bibite di vario tipo, acquistate nelle strutture pubbliche come ospedali, scuole, uffici e caserme, dovranno mettere mano al portafoglio per conservare le loro abitudini quotidiane.

L’adeguamento di questi prezzi tuttavia non sarà automatico, essendo semplicemente concessa la facoltà ai gestori delle “macchinette” distributrici di ritoccare nei limiti consentiti i listini in base alle nuove disposizioni che contestualmente hanno introdotto l’ecobonus mediante un leggero aggravio fiscale sugli operatori del settore.

Pesante si annuncia infine la scure sugli utenti delle Poste Italiane, ai quali quasi sicuramente toccherà al più presto fare i conti con una maggiorazione dei costi sia delle normali lettere che delle raccomandate, rispettivamente destinate a salire fino al tetto di 95 centesimi (dai 70 cent attuali) di euro e fino ai 5,40 € (3,60 finora) dopo il via libera deciso dall’Autorità Generale delle Comunicazioni per il biennio a venire. Non proprio una buona notizia per la maggioranza degli italiani, sempre meno convinti che dietro l’angolo, in questo 2014 ormai alle porte, ci sia l’agognata luce in fondo al tunnel della crisi.

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