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Assicurazione agricola: dall'Unione Europea un nuovo stimolo

Il sistema italiano delle assicurazioni agricole vive una fase di transizione particolarmente delicata. Nell'ultimo quinquennio fino al 2008, la stipula delle assicurazioni agevolate da parte degli agricoltori è costantemente aumentato, con un'impennata proprio nel 2008, che ha visto un valore assicurato di 5,4 miliardi di euro, con un incremento del 25% rispetto all'anno precedente. Nel 2009, purtroppo, i tagli alla finanza pubblica non hanno risparmiato nemmeno l'agricoltura e il Fondo di Solidarietà Nazionale. Ciononostante, e nel complesso, l'Ismea ha rilevato solo una lieve riduzione dei volumi assicurativi rispetto alla precedente campagna e un parziale arretramento delle quote di mercato dei contratti più innovativi (pluririschio, multirischio e polizze con soglia).

Un aiuto fondamentale è arrivato dall'Unione Europea, con le cui risorse si è andati a finanziare le assicurazioni agevolate per perdite economiche, però, solo superiori al 30%. Un vincolo molto penalizzante per le imprese agricole, in quanto l’attuale normativa nazionale non prevede soglie di danno per la zootecnia e per le fitopatie. Per perdite inferiori al 30% gli agricoltori possono solo far ricorso alle assicurazioni ordinarie, senza beneficiare di alcuna agevolazione pubblica.

I contratti monorischio grandine costituiscono ancora la tipologia prevalente di copertura assicurativa. Le tipologie di prodotto assicurate sono passate da 58 del 2002 a 154 nel 2009. La sola Regione senza coperture assicurative agricole agevolate è risultata nel 2009 la Valle d'Aosta, mentre i volumi assicurativi sono concentrati nelle regioni settentrionali del Paese (77% del totale valore assicurato 2009), in particolare in Emilia Romagna (838 milioni di euro di valore assicurato) e Veneto (806 milioni di euro).

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