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Milleproroghe, il Senato dice di si alla finanziaria pasticcio

Via libera di palazzo Madama al decreto legge milleproroghe, con voto di fiducia. Con 158 voti favorevoli, 136 voti contrari e 4 astenuti il Senato ha approvato il provvedimento, che passa ora alla Camera per la seconda lettura. L'esame comincerà il 22 febbraio, così ha deciso la Conferenza dei capigruppo. E se il governo porrà la questione di fiducia, il Pd, ha annunciato il presidente dei deputati Dario Franceschini, chiederà che si voti sul testo licenziato dalla commissione Bilancio, dove in questo momento il governo non ha la maggioranza.

Duro l'intervento di Anna Finocchiaro (Pd) in Aula, che ha dichiarato questo decreto non è più un milleproroghe, non è un provvedimento ordinario nel quale sono contenute le proroghe a una serie di disposizioni che per ragioni varie devono vedere prolungata nel tempo la loro vigenza. E' invece un provvedimento che ha la solennità e la complessità di una manovra finanziaria. Una finanziaria-pasticcio che aumenta le tasse e premia chi non rispetta le regole". Nel complesso, ha aggiunto, "si tratta di un provvedimento che aumenta le tasse agli italiani, che premia molti di coloro che in Italia non rispettano le regole, che è figlio delle tante pressioni a cui questo governo, che si sta decomponendo, è sottoposto".

'Il Milleproroghe e' diventato in realtà un milletasse', ha detto Stefano Fassina. Aumentano, infatti, le tasse sui biglietti per il cinema, le tasse regionali per far fronte alla calamità naturali, la Tarsu e la Tia anche nei Comuni senza emergenza rifiuti. A tali aumenti si sommano gli aumenti di tasse previsti nel decreto sul federalismo municipale: imposta di soggiorno, imposta di scopo, aumento addizionale irpef, aumento Ici su artigiani, commercianti e piccole imprese. Inoltre si fa marcia indietro su alcuni importanti tagli ai costi della politica, in particolare, sulla dismissione delle partecipazioni nelle municipalizzate e sui numeri dei consiglieri e degli assessori municipali. (foto © campus.it)

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