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Aiuti fiscali per gli enti no profit

La legislazione tributaria italiana prevede svariati aiuti fiscali per gli enti no profit. La fonte normativa più importante in materia è il Tuir, alla quale si aggiungono leggi e regolamenti riguardanti le singole categorie. Il settore del no profit è infatti composto da una certa varietà di soggetti interessati agli aiuti. Ecco le linee guida.

Aiuti su più fronti

Il più importante e consistente aiuto sotto il profilo fiscale è quello della riduzione dell'Ires. L'imposta sul reddito delle società, per le istituzioni che hanno scopo esclusivamente culturale, di istruzione, di beneficienza e similari è ridotta del 50% rispetto alle imprese commerciali.

Nel caso in cui un'impresa eserciti sia attività commerciale che di no profit, si applica l'aliquota Ires agevolata esclusivamente per il reddito derivante dall'attività non commerciale.

Gli aiuti fiscali per gli enti no profit passano anche attraverso il sistema delle deduzioni dalla base imponibile di chi effettua erogazioni liberali verso Onlus o associazioni. La deduzione spetta sia per le persone fisiche che per le aziende.

Per quanto riguarda la modalità di determinazione del reddito è possibile farlo forfetariamente? Sì, questa è un'opzione che l'art. 145 del Tuir prevede esplicitamente per gli enti no profit. La determinazione forfetaria del reddito prevede dei benefici fiscali di diversa natua, che vanno dall' abbattimento dell'aliquota alla semplificazione della tenuta della contabilità e dei versamenti delle imposte e dell'Iva.

Altra importante agevolazione, ben sancita dall'art. 148 del Tuir, è quella che riguarda la figura dei soci e che permette la detassazione delle quote sociali per l'acquisto di beni o servizi forniti dall'associazione.

Vi sono infine norme mirate a specifici settori, come quella che permettono l'acquisto di ambulanze alle organizzazioni di volontariato e alle Onlus riconoscendo alle stesse un credito d'imposta in relazione all'Iva pagata.

Aiuti sotto la lente del Fisco

Gli aiuti fiscali a favore del settore del no profit generano per lo Stato un minor gettito fiscale. Numerosi sono i controlli della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate affinchè tutta la serie di agevolazioni siano a vantaggio delle imprese che effettivamente svolgono attività proprie degli enti no profit. A tal fine non si deve fare riferimento esclusivamente all'oggetto sociale indicato nell'atto costitutivo, ma anche all'attività svolta dall'azienda "in concreto".

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