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Agenzia delle Entrate, ok al "whistleblowing": che cos’è e quali sono le regole per combattere l'evasione fiscale

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Debutterà al più presto in Italia la moderna procedura del "whistleblowing", strumento già utilizzato in altri Paesi occidentali come Gran Bretagna e Stati Uniti per tenere insieme, con mezzi straordinari, contrasto all’evasione fiscale e lotta alla corruzione.

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Prima di lanciare l’esperimento negli uffici pubblici, l’Agenzia delle Entrate ha recapitato ai suoi dipendenti un manuale divulgativo del nuovo metodo di denuncia delle attività illegali compiute all’interno delle strutture amministrative diffuse sul territorio.

Nel libretto inoltrato ai funzionari, l’ente spiega le modalità di formalizzazione delle segnalazioni sul posto di lavoro, garantendo pienamente l’anonimato a chiunque intenda indicare all’autorità nomi e condotte da sottoporre ad indagine, sulla base di fatti o comportamenti almeno in parte documentati dal denunciante.

Il "whistleblowing", ha precisato il direttore dell’Agenzia delle Entrate nella lettera inviata ai dipendenti in tutta Italia, servirà a far diventare l’amministrazione diretta da Rossella Orlandi “un emblema dell’onestà e della legalità” allineando il nostro Paese agli standard più avanzati di repressione della corruzione di Usa e Regno Unito.

(I metodi dell’Agenzia delle Entrate, l'inchiesta-scoop de “La Gabbia”: guarda il video)

“Saranno denunciati non soltanto i reati ha poi aggiunto il massimo dirigente dell’ente promotore dell’iniziativa, “ma anche tutte le condotte che non rispondono a correttezza e trasparenza richieste a 43 milioni di cittadini.

Decisiva, ai fini dell’importazione nell’ordinamento italiano del "whistleblowing", la spinta garantita all’innovativo strumento di denuncia delle attività illecite dall’attuale presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, ex pm anticamorra impegnato da mesi per conto del governo nella “guerra” all’illegalità.

Protetti al 100% dall’anonimato, i dipendenti pubblici saranno pertanto, in base alle nuove regole stabilite dall’amministrazione, autorizzati ad effettuare ripetute segnalazioni di atti e comportamenti sospetti da parte di singoli colleghi, senza alcun timore di ritorsioni dirette o indirette per la denuncia presentata sotto copertura.

Obiettivo di fondo, assicura il direttore Orlandi, è la creazione di un “rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti”, al di fuori da vecchi “steccati o preclusioni” che in passato (secondo il ragionamento del numero uno dell’Agenzia delle Entrate) potevano ostacolare la concretizzazione di iniziative del genere.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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