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Acquisizioni: sempre più nel mirino degli investitori

Stagione effervescente quella di quest'anno sulle principali Borse Europee e mondiali per via delle operazioni di acquisizione e fusione. La fusione aziendale è un’operazione straordinaria con la quale si realizza una concentrazione aziendale tra due o più società che assumono lo stesso soggetto giuridico.

Parlando di fusioni, non si può non parlare innanzitutto di quella che ha riguardato la Borsa Italiana con il gruppo Lse (London Security Exchange), anche se secondo una recente dichiarazione del presidente della Consob, finora, tale integrazione non ha avuto i ritorni sperati, né in termini di aumento della liquidità sul secondario, né di ampliamento della base degli investitori attivi su azioni italiane.

Ed è recente la notizia che Wind è passata in mano russa. Il contestato e sofferto progetto di fusione tra Vimpelcom e la Wind Telecom (ex Weather Investiments) di Naguib Sawiris ha infatti ottenuto il definitivo via libera dell’assemblea degli azionisti del gruppo russo, che ha votato l’aumento di capitale necessario a dar vita al nuovo colosso globale delle tlc, il sesto al mondo con oltre 170 milioni di clienti.

Molto attiva quest'anno la stagione delle acquisizioni e fusioni anche nel settore della moda.La famiglia Bulgari si è alleata con il gruppo Lvmh, la maison Gianfranco Ferrè è stata ceduta a Paris Group dell'uomo d'affari Abdulkader Sankari, concludendo la cessione di tutti gli asset della fallita It Holding ad opera dei commissari straordinari Stanislao Chimenti, Andrea Ciccoli e Roberto Spada.

E oggi le operazioni di merger&aquisition saranno nuovamente sotto i riflettori dei principali investitori italiani ed europei. E', infattti, atteso il prospetto dell'Opa Lactalis alla Consob, con l'offerta da 2,6 euro per ogni azione del Gruppo Parmalat. Una volta depositato il prospetto, la palla tornerà al consiglio di amministrazione. Il board, infatti, dovrà essere convocato d'urgenza per potersi esprimere sul prezzo dell'offerta messa sul piatto degli azionisti.

Non è ancora andata in porto, invece, la vendita del Gruppo Coin Spa da parte del gruppo Pai, il fondo di private equity francese, che detiene il 69% delle sue azioni. L'operazione che doveva portare la società mestrina nelle mani di BcPartners non ha dato, infatti, buoni frutti.

(foto © jomc.unc.edu)

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