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Ecco chi ha diritto all'acqua gratis!

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Acqua gratis anche in caso di morosità del cittadino, a patto che venga rispettata una soglia massima di consumo: questo in sintesi il contenuto della riforma appena votata in prima analisi dalla Camera dei Deputati col “sì” della maggioranza.

In arrivo una nuova tassa sulla benzina?

Si tratta di una norma che garantirebbe 50 litri del prezioso liquido agli utenti indipendentemente dai loro (eventuali) debiti con l’ente gestore del servizio idrico.

Per vedere la luce, il provvedimento avrà bisogno dell’approvazione di entrambi i rami del Parlamento e, se non vi saranno modifiche al testo licenziato con parere favorevole dall’aula di Montecitorio, istituirà un “minimo garantito” di acqua in forma totalmente gratuita, quindi al di fuori della bolletta.

La proposta di legge, tuttavia, non prevede una fruizione indiscriminata del servizio idrico senza costi per l’intera collettività, dato che nel testo discusso alla Camera dei Deputati si vincola tale diritto alla certificazione di un reddito equivalente molto basso tramite modello Isee in corso di validità.

(Cittadini in lotta per tariffe eque del servizio idrico: guarda il video)

Inoltre, i costi del “minimo” di acqua per le famiglie in difficoltà economiche alle prese con arretrati da pagare verranno distribuiti progressivamente sulle fasce più alte dei consumatori, attraverso un aumento proporzionale del canone a copertura dei 50 litri garantiti.

Altro aspetto in prospettiva controverso, secondo quanto sottolineato dal sito web specializzato in informazione giuridica “laleggepertutti.it”, l’incrocio normativo tra la legge attualmente in discussione e la riforma dei regolamenti condominiali che autorizzerebbe almeno in linea teorica gli amministratori a disporre il distacco del servizio idrico ai morosi da oltre 6 mesi.

Proprio in questi giorni peraltro in Parlamento si sono registrate accese polemiche per il tentativo, denunciato da alcuni esponenti dell’opposizione, di introdurre elementi di privatizzazione dell’acqua nonostante l’esito positivo del referendum di 5 anni fa che imponeva al legislatore di mantenere la “mano pubblica” sulla gestione di tale bene indispensabile per la cittadinanza.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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