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Accise benzina: aumento di 2 cent per finanziare terremoto in Emilia

Nel consiglio dei ministri tenutosi lo scorso 30 maggio sono state prese diverse misure per fronteggiare lo stato di crisi causato dal terribile sisma che ha colpito l'Emilia. Tra i vari provvedimenti è stata varata l'introduzione di un'ulteriore accise sulla benzina.

Il post terremoto si preannucia molto duro e complesso ed il governo ha voluto subito mostrare la ferma volontà di procedere a passo spdito e senza esitazioni.

Le ragioni dell'aumento

A pochi giorni dal varo del suddetto decreto è stato lo stesso ministro dell'ambiente, Corrado Clini, a chiarire le motivazioni che hanno spinto l'esecutivo ad introdurre questa ennesimo balzello sul costo dei carburanti.

''Avevamo bisogno di risorse per sostenere una zona che è anche uno dei punti di riferimento delle nostre attività economiche. Non avevamo altri mezzi a disposizione nell'immediato per reperire risorse, non possiamo lavorare di fantasia''. Queste le parole utilizzate dal ministro per motivare l'aumento di 2 centesimi delle accise sulla benzina.

Il terremoto ha colpito un'area startegica del nostro paese. La zona colpita è caratterizzata da una forte densità industriale. Ad essere coinvolte sono state numerose aziende attive in diversi settori chiave che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone. E' assolutamente vitale, non solo per l'economia locale ma per quella dell'intera penisola, cercare di ripartire quanto prima per evitare che lo shock subito possa portare alla perdita di commesse dall'estero ed al degrado di un tessuto economico di prima qualità.

Le forze politiche sono state tutte compatte nel sostenere la decisione del governo. Il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha difeso la scelta dell'esecutivo dalle numerose reazioni negative sorte in risposta all'ulteriore aumento del costo dei carburanti, definendola una manifestazione importante di solidarietà dell'intero paese nei confronti delle popolazioni colpite dalla catastrofe.

Il ruolo dei petrolieri

Ad essere chiamati in causa in maniera indiretta sono stati gli stessi petrolieri. Seppure in maniera informale le compagnie del settore sono state invitate a contenere il costo del carburante e tenere conto in maniera più celere dell'abbassamento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali in modo da minimizzare l'effetto sulle tasche degli italiani dell'ulteriore aumento delle accise sulla benzina. Il terremoto è arrivato in un momento particolarmente difficile per il nostro paese, un importante settore produttivo come quello petrolifero è tenuto a fare la sua parte, come sottolineato anche dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera.

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